L'istituto Berti potrebbe allargarsi

StampaVersione PDF
Contenuto in: 

L'Arena

giovedì 15 maggio 2014 – CRONACA – Pagina 17

VERSO L'ACCORDO. Comune e Provincia vorrebbero permutare un palazzo del primo '900 dell'ex sanatorio al Chievo

L'istituto Berti potrebbe allargarsi

Domani l'assessore Paloschi incontrerà il suo omologo Marcolini per tentare la trattativa


L'istituto alberghiero BertiL'intenzione del Comune di vendere all'asta metà dell'ex sanatorio Fracastoro di Chievo sta tramontando. Ma c'è una notizia nella notizia. Perché il grande palazzo del primo Novecento, situato in via Aeroporto Berardi, alle spalle di villa Pullè, potrebbe invece esser messo a piena disposizione dell'istituto alberghiero Berti, che ora ne occupa solamente una parte, cioè l'ala di competenza della Provincia. L'altra metà, di proprietà del Comune e inutilizzata da decenni, adesso diventa oggetto di un importante accordo. Venerdì, l'assessore al patrimonio Pier Luigi Paloschi incontrerà il suo omologo, l'assessore provinciale Stefano Marcolini.
Lo scopo è analizzare la possibilità di una permuta: la porzione comunale dell'ex sanatorio di Chievo verrebbe ceduta alla Provincia, così da consentire al suo interno l'espansione dell'alberghiero Berti. In cambio, un altro immobile provinciale di pari valore passerebbe al Comune, il quale potrà poi decidere se utilizzarlo o venderlo per fare cassa.
«Siamo determinati a tentare questa trattativa con la Provincia», conferma Paloschi che, insieme al sindaco Tosi, poco tempo fa aveva ricevuto Antonio Benetti, preside dell'istituto Berti, ascoltandone le ragioni.
Non appena da Palazzo Barbieri era filtrata l'ipotesi di vendere all'asta l'ala comunale dell'imponente palazzo di Chievo, il preside del Berti aveva immediatamente ribadito l'esigenza di maggior spazio vitale per l'alberghiero. E che sarebbe stato un grande controsenso, quindi, alienare la porzione adiacente di immobile. La richiesta deve essere apparsa legittima alla giunta comunale, che infatti ha subito preso contatti con la Provincia per tentare una strada alternativa.
L'alberghiero Berti è una scuola in crescita. Oggi conta 1.400 studenti. Ma l'anno prossimo, stando alle pre-iscrizioni, aumenteranno a 1.500. Il preside ricorda che «già nove delle nostre classi sono ospitate presso l'ex Lorgna di via Ca' di Cozzi, a causa della mancanza di aule sufficienti nella nostra sede di Chievo. E l'anno prossimo dovremo dislocarne altre tre».
Ma il problema non sono solo gli studenti in esubero da «stoccare» qua e là nei diversi edifici scolastici cittadini. «Ci manca un'aula magna. Non abbiamo una palestra, ma solo una tensostruttura all'esterno della scuola. I laboratori, come l'aula di chimica, fisica e alimentazione, sono accorpati a causa degli spazi molto ristretti», spiega ancora Benetti. «Se invece potessimo disporre dell'intero palazzo, avremmo l'opportunità di concretizzare quelle proposte didattiche che, al momento, stanno solo sulla carta per carenza di strutture in cui condurle».L.CO.