Il dono di Luca: il midollo osseo a una bambina di cinque anni

StampaVersione PDF
Contenuto in: 

L'Arena

venerdì 28 agosto 2015 – PROVINCIA – Pagina 27

POZZO. Solo una persona su 100 mila è compatibile con il ricevente. È il caso di Bissoli, 22anni, cameriere e barista

Il dono di Luca: il midollo osseo a una bambina di cinque anni

«Mi colpirono l’esperienza di una mamma e il suo libro sulla storia del figlio: così mi sono offerto e spero che la piccola guarisca»

Renzo Gastaldo


I premiati dell'istituto Alberghiero BertiLuca Bissoli, 22enne di Pozzo (abita in via Lago di Garda) di professione fa il cameriere e barista alla gelateria di piazza Umberto I, ma qualche giorno fa è stato chiamato a donare il midollo osseo. Ed ora è cameriere e donatore. A dire il vero donatore lo era già, ma di sangue con la Fidas di Pozzo. Ora ha fatto il passo più importante diventando donatore di midollo, un evento che ricorre molto raramente perché occorre che il soggetto donante e quello ricevente siano compatibili. Luca racconta come è diventato donatore di midollo. «Due anni fa, quando ancora frequentavo l'istituto alberghiero Berti, è venuta in classe una signora che aveva scritto un libro dal titolo Ha ragione Vincenzo sulla vicenda della malattia del figlio morto giovanissimo di leucemia, male che si cura con il trapianto di midollo», racconta Luca. «Quella presentazione mi toccò moltissimo e mi convinse a dare la mia adesione per la donazione di midollo. Al momento mi effettuarono soltanto un esame del sangue, credo per eseguire la tipizzazione e stabilire il grado di compatibilità fra donatore e paziente». I dati medico-scientifici dicono che la probabilità di trovare un donatore compatibile con il malato sia di uno a 100mila. In sostanza la probabilità di essere chiamato è estremamente bassa. Ma a Luca è capitato. «Ad aprile di quest'anno sono stato chiamato dal Centro trapianti midollo osseo di Verona da dove mi hanno detto che era stato individuato un malato che risultava compatibile con me», prosegue il barista. «Mi sono sottoposto a due ulteriori prelievi del sangue, a un elettrocardiogramma e a una radiografia al torace. Fatti questi accertamenti mi hanno fissato la data del prelievo del midollo».Il giovane lupatotino è entrato in ospedale la sera prima e al mattino seguente gli è stata praticata l'operazione di prelievo in anestesia generale. «Tramite due forellini mi sono stati prelevati circa 600 millilitri di midollo dalle ossa del bacino», racconta. «Sono stato dimesso nel pomeriggio. Mi hanno detto che il mio midollo verrà trapiantato a una bambina di cinque anni. Spero che possa farla guarire».Il trapianto di midollo è salito all'onore delle cronache anche alcuni mesi fa per la donazione di midollo effettuata da Vangelis Moras, giocatore del Verona, in favore del fratello Dimitris, affetto da una rara forma di leucemia e poi scomparso a metà luglio. «Confido che la mia donazione possa essere di stimolo ed esempio per altre persone», conclude Luca. «Ho sentito in ospedale a Borgo Trento che c'è estrema necessità di donatori».I donatori di midollo devono avere un'età compresa fra i 18 e i 40 anni e non essere affetti da gravi malattie. Dopo il prelievo i valori del sangue tornano alla normalità entro poco tempo. Il donatore sarebbe quindi in grado di donare nuovamente il midollo senza problemi, se qualcuno della sua famiglia ne avesse bisogno. Ma per ragioni di legge è stabilito che chi ha donato una volta per uno sconosciuto, viene sospeso dal registro dei donatori in modo tale da non essere più disponibile per altre persone estranee. Tuttavia potrebbe essere chiesta la disponibilità a ridonare per lo stesso paziente qualora lo stesso ne avesse necessità. Dopo la donazione di midollo, il donatore è sospeso per un anno dalle donazioni di sangue.