La ricetta Rana per il successo «Servono umiltà e fantasia»

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L'Arena

venerdì 13 novembre 2015 – CRONACA – Pagina 20

IN CATTEDRA. L'industriale, con verve e simpatia, ha illustrato agli iscritti del Berti le tappe che lo hanno reso famoso

La ricetta Rana per il successo «Servono umiltà e fantasia»

Il re del tortellino non ha dubbi: «Meglio andare in crisi per il troppo lavoro che per la mancanza di possibilità di sviluppo»


Giovanni Rana ha tenuto una lezione all’Istituto Berti per il nuovo corso finanziato dalla Regione - foto MARCHIORI Umiltà e fantasia. Sono questi gli ingredienti svelati ieri da Giovanni Rana, come segreto di un successo sicuro, ai 25 giovani iscritti al nuovo corso dell'Istituto tecnico superiore finanziato dalla Regione Veneto per inserire nel mondo del lavoro giovani esperti nel controllo, nella valorizzazione e nel marketing delle produzioni agrarie, agroalimentari e agroindustriali. Ieri mattina, il noto industriale veronese leader nell'agroalimentare e nella pasta fresca con prodotti che fanno il giro del mondo, ha fatto da testimonial per la cerimonia inaugurale del corso avviato lunedì scorso tra le pareti dell'Istituto alberghiero Angelo Berti del Chievo, riservando ai neodiplomati una lezione davvero unica di marketing.«La mia storia è quella di tanti italiani che hanno beneficiato del boom economico degli anni '60», ha esordito Rana : «Ho iniziato a 13 anni come fornaio e a 20 anni sono diventato pastaio. Dormivo poco ed ero pieno di energie e oggi ho 2 mila dipendenti in 5 stabilimenti in tutto il mondo, dall'America al Belgio, e produco 190 tipi di ripieni».L'industriale è ben consapevole che i tempi sono cambiati, ma è anche convinto che, per chi è costante e creativo, le possibilità di farsi strada ci siano ancora. «Oggi bisogna essere molto specializzati ed esperti di specifici settori», precisa. «L'umiltà dà però la forza di creare insieme agli altri, e la fantasia è essenziale per andare oltre alle tecniche. Se nella vita si usano entrambe, non ci sono confini a dove si può arrivare».Il Re del tortellino, con verve e simpatia, ha narrato le tappe che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, scandendo i momenti in cui ha dovuto adattarsi a un mercato in costante crescita e quelli di crisi per un'espansione troppo rapida. «Molto meglio andare in crisi per il troppo lavoro che per la mancanza di possibilità di sviluppo», ha dichiarato convinto, sottolineando quanto sia stato prezioso l'inserimento in azienda del figlio a metà degli anni '80. «Le multinazionali mi hanno corteggiato molto, specie la Barilla, e sembravo essere diventato la più bella signora d'Italia. Ho sempre rifiutato le proposte di vendere tutto e sono rimasto ancorato al territorio. Ancora oggi mi chiedo come abbia fatto a essere tanto temerario, quando, per i miei rifiuti, si mormorava che avessi i giorni contati». La realtà, sotto gli occhi di tutti, è invece ben diversa, complice anche la comparsa di Rana, casa per casa, sugli schermi televisivi.«Da piccolo recitavo sempre in asilo e ho pensato di fare pubblicità con la mia faccia», ha raccontato tra una battuta e l'altra anticipando che, la settimana prossima, sarà girato un nuovo spot che proseguirà il filone dello slogan «Io sono Giovanni Rana», inaugurato con gli operai della sua azienda.Durante le mille ore di lezione suddivise in due anni, i 25 iscritti al corso non troveranno probabilmente un altro «docente» con tanta esperienza alla spalle.«Rana ha fatto sopravvivere milioni di single trasformando qualcosa che già esisteva, il tortellino, e riposizionandolo sul mercato con una serie di rivisitazioni», commenta entusiasta il dirigente scolastico dell'Alberghiero, Antonio Benetti, dando infine la parola all'assessore regionale ai lavori pubblici Elisa De Berti e al dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale, Stefano Quaglia, per i saluti istituzionali.